| ECCO I MILITARI IN CITTA' |
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Milano, 8 luglio 2008 - 10:59
Pattuglie, cioè, composte da carabinieri, poliziotti e, appunto, soldati. Milano e le altre tre grandi aree metropolitane. Tutte da chiarire le modalità operative. Ci sono le linee- guida, non ancora le direttive. Rimane sul vago anche il sindaco Moratti che sul tema si limita semplicemente a sottolineare come Milano abbia dato «da subito un segnale positivo rispetto all'utilizzo dei militari». Ci pensa allora il vicesindaco Riccardo de Corato a disegnare la mappa delle possibili dislocazioni dei soldati. «Deciderà il prefetto, ma il Comune qualche idea ce l'ha già». Via Imbonati, per esempio. «Che — spiega De Corato — oggi è una delle aree più critiche per l'alta presenza di clandestini». A seguire due luoghi simbolo dell'emergenza sicurezza a Milano: la stazione Centrale e la zona Padova — Loreto, dove lo stesso sindaco Moratti poche settimana fa predisse e promise agli abitanti del quartiere l'arrivo dei militari. Dice ancora De Corato: «Milano considera questa misura anche come una forma di "risarcimento" per quei 500 agenti promessi dal governo Prodi dal patto per la sicurezza e mai arrivati». (Andrea Senesi) fonte: corriere.it/vivimilano |

Arriveranno in una città già semi-vuota per le ferie. Cento militari di stanza a Milano dai primi di agosto. Ieri l'annuncio del ministro della Difesa Ignazio La Russa, in visita al sindaco Letizia Moratti. «Il decreto sicurezza entrerà in vigore dal primo agosto. E Milano è in cima alle città in cui si sperimenterà questa forma di maggiore presenza dello Stato. Abbiamo ipotizzato fino a cento pattuglie per garantire maggiore sicurezza». Cento pattuglie uguale a cento soldati. Già, perché l'idea del governo è quella di sperimentare forme miste di vigilanza.




