FUGA DALLE SCUOLE STATALI

Milano, 14 luglio 2008 - 12:33

scuola.jpgGiovanni Del Bene, preside dell'Istituto Cadorna di via Dolci, sta facendo i conti da una settimana. Di malumore: «Devo distribuire gli alunni stranieri in modo omogeneo, organizzare le iniziative di sostegno, recuperare qualche soldo per l'integrazione». Non sarà un'impresa facile. E non solo per quel 70 per cento di bambini extracomunitari che a settembre riempiranno le sue 4 prime elementari. «Mancano i fondi, gli insegnanti e una politica di collaborazione tra scuole. In queste condizioni è difficile lavorare». E il risultato è duplice: aumentano le «classi ghetto» e si allungano le liste di attesa per entrare alle private.

È iniziata la fuga dalla scuola statale. La premessa: i dati di luglio non sono affidabili, gli alunni stranieri arrivano a settembre. Dunque, resta una certezza: i bimbi non italiani aumenteranno anche quest'anno. Alle elementari e alle medie. Non solo alla Cadorna, dove su 77 iscritti in prima 53 hanno genitori extracomunitari. Anche nelle altre scuole di frontiera.

E il problema è tutto qui. «Siamo sempre noi a dover sopportare il peso dell'immigrazione». A dirlo è Francesco Cappelli, preside della scuola del Trotter, uno straniero su due: «È necessaria una migliore pianificazione. Noi presidi dovremmo trovare una strategia comune».

fonte: corriere.it/vivimilano

 

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