| MOURINHO E' PRONTO A PARTIRE |
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Appiano Gentile, 17 giugno 2008 - 11:15
E’ il giorno dello sbarco di Ronaldinho a Milano, definito "un fatto positivo per il calcio italiano". Ma alla Pinetina c’è grande curiosità per José Mourinho. Lo "speciale" non delude. Elegante in un completo scuro, taccuino aperto sul tavolo. Parla con la stampa dopo il primo contatto avuto con i giocatori. C’erano tutti: i reduci dall’Europeo (Chivu, Materazzi, Ibra, Vieira), i convalescenti (Samuel, Cordoba, Dacourt), i nazionali sudamericani (Zanetti e Maicon). Ecco una sintesi delle parole di Mourinho, tutte d’un fiato. Il primo colloquio con i giocatori lo descrive proprio lui: "Sono arrivato prima di tutti, ho detto poche parole, li ho osservati. In tutto ci siamo parlati per 25 minuti: li ho visti attenti, concentrati, ho avuto sensazioni positive. Ho parlato delle mie idee tattiche, delle regole di allenamento, del codice che deve esserci tra noi. Per me conta il buon senso. Non posso chiedere loro cose che io non potrei fare. Se arrivo tutti i giorni un’ora e mezzo prima dell’allenamento, non posso accettare che un calciatore arrivi in ritardo. Le multe? Quelle sono solo uno scherzo per chi guadagna milioni. Chiedo solo rispetto. Io non aspetto nessuno, e se qualcuno viola le regole va a casa. E in tribuna". "Il vincente è chi dopo aver vinto ha ancora voglia di farlo. E’ molto facile e al tempo stesso molto difficile lavorare con me, tutto è chiaro, organizzato, senza dubbi. Le cose si dicono faccia a faccia, tutti devono pensare come me, ci vuole passione, rispetto, ambizione senza limiti. Sono aggressivo nello stabilire gli obiettivi, ma non mi sento un rivoluzionario, non voglio esserlo. La mia filosofia di vita è anche quella di allenare: onestà, ambizione e carattere sono qualità che non vorrei perdere mai". Su Lampard. "E’ un giocatore del Chelsea e non voglio mancare di rispetto ad altri club, tutti sanno che tipo di rapporto c’è tra me e Frank. Sì, ho bisogno di un altro centrocampista, l’ho detto ai giocatori oggi perché devono sapere tutto di quello che chiedo alla società. Mi piacerebbe tanto averne uno con qualità diverse rispetto a quelle che ci sono oggi nella rosa. Voglio due giocatori per il ruolo perché deve esserci 'guerra' per conquistare il posto". Poi un'ammissione che è anche un indizio: "In serie A c’è un calciatore che mi piace molto. Non fa parte delle grandi, ma non vi dico dove gioca". Hamsik potrebbe essere il nome giusto... fonte: gazzetta.it |

"Basicamente" è una rivoluzione, anche se lui non lo dice. "Basicamente", unica concessione a un italiano più che soddisfacente, Ibrahimovic, Materazzi e il resto dei giocatori avranno davanti un periodo intenso come lo sguardo dell’uomo di Setubal. Che parla di tutto, senza risparmiare toni severi e qualche frecciata.




