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Milano, 11 luglio 2008 - 9:40
Domenico, Rocco e Antonio Papalia, i capi della cosca, impartivano ordini dal carcere. Anche se erano in carcere in regime di 41bis ('il carcere duro') riuscivano comunque a coordinare all'esterno i "collaboratori". Poi ieri mattina, nell'ambito dell'operazione ’Cerberus’ della Guardia di Finanza, sono stati arrestati, su ordine del gip di Milano Piero Gamacchio e su richiesta del pm Alessandra Dolci, Domenico Barbaro, 71 anni, i figli Salvatore e Rosario Barbaro di 33 e 36 anni, Pasquale Papalia (figlio di Antonio), 29 anni, Mario Miceli che era già in carcere per rapina e sarebbe uscito oggi di 50 anni, Maurizio De Luna, milanese di 44, Maurizio Luraghi, 53 anni e la moglie Giuliana Persegoni di 49 anni.
Il clan riceveva direttamente gli ordini dai fratelli Papalia per fare i soldi nell'edilizia e nelle terre. Il "giro" era concentrato nei comuni dell’hinterland milanese tra cui Buccinasco, Corsico e Pogliana Milanese. "Quasi un monopolio della zona: se non eri amico degli amici non potevi vincere gli appalti" secondo gli investigatori. (valentina Pellegrino)
fonte: voceditalia.it
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