UNA TELECAMERA SUL TAXI, ARRIVA LA SPIA

Milano, 31 luglio 2008 - 10:26

taxi_mi.jpgSotto la Madonnina il Grande Fratello prende il taxi. Da metà luglio 117 auto bianche in servizio nel capoluogo lombardo hanno installato a bordo una telecamera. In grado di riprendere tutto l'abitacolo, passeggero compreso. L'operazione è finanziata fifty fifty dal Comune. «L'intento è garantire la sicurezza dei tassisti e dei loro clienti», spiegano all'unisono conducenti e municipio. Ma l'occhio indiscreto della videosorveglianza sulle auto pubbliche fa riflettere l'autorità garante della privacy. Le telecamere sono già salite sui taxi fiorentini. E anche a Roma si va nella stessa direzione. Quella milanese ha le caratteristiche di un'operazione massiccia. Il Comune ha stanziato un milione di euro per finanziare al 50 per cento (fino a un massimo di mille euro a testa) i tassisti che vogliono essere rasserenati dalla presenza di un «terzo occhio».

A tutto vantaggio della sicurezza. Ma a discapito della spontaneità dei passeggeri: stop alle effusioni clandestine, basta con le telefonate compromettenti, a bordo solo comportamenti ineccepibili sul fronte del bon ton. «Stiamo acquisendo il bando che il Comune di Milano ha rivolto ai tassisti, lo verificheremo con attenzione e senza pregiudizi», promette il garante della Privacy, Francesco Pizzetti. In generale, come avviene già con le telecamere installate nei negozi, per essere in regola basta esporre una vetrofania in cui si informa il cliente delle riprese in corso. Ma non è escluso che i tassisti milanesi possano fare a meno di avvisare i passeggeri. La vetrofania è dovuta quando le telecamere sono state installate a tutela del singolo, sia esso tassista o negoziante.

Se il finanziamento pubblico ha come obiettivo la tutela generale della collettività, allora delle vetrofanie si può fare a meno. «Non è escluso che il caso milanese appartenga a quest'ultima tipologia. La zona grigia in cui il pubblico finanzia i privati perché installino dispositivi di videosorveglianza si sta allargando velocemente. Interverremo al più presto con una normativa ad hoc», promette Pizzetti. Il garante per la privacy invita il comune di Milano a riflettere sulla proporzionalità dell'intervento. «La privacy dei cittadini viene sacrificata in nome di un'adeguata contropartita in termini di maggiore sicurezza?», si chiede Pizzetti. «Sicuramente sì— risponde a distanza il vicesindaco di Milano e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato —. Siamo orgogliosi di essere la città più videosorvegliata d'Italia. Le telecamere mettono in crisi i delinquenti». (Rita Querzé)

fonte: corriere.it/vivimilano

 

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